Autoefficacia ed Empowerment

Diversi studi hanno messo in luce come il senso di autoefficacia costituisca una delle principali determinanti del successo scolastico, favorendo il coinvolgimento nelle attività di apprendimento e influenzando il livello di impegno, le aspirazioni, le attribuzioni causali di successi e insuccessi e le reazioni emotive.                                                             L’autoefficacia è una caratteristica di personalità di grande interesse per la comprensione della motivazione, delle reazioni emotive e del comportamento dell’individuo. Tale costrutto, formulato per la prima volta da Bandura (1993), si riferisce alle aspettative che una persona ha di padroneggiare con successo alcune situazioni. Non si tratta di una generica fiducia in se stessi, ma della convinzione di poter affrontare efficacemente determinate prove, di essere all’altezza di determinati eventi, di essere in grado di cimentarsi in alcune attività o di affrontare specifici compiti, più in generale, nella convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati. Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano delle fonti di motivazione personali e agiscono.

Le principali tecniche di empowerment dell’autoefficacia scolastica ruotano intorno a quattro fonti principali: l’elaborazione cognitiva delle esperienze pregresse di successo, il modellamento che deriva dall’esperienza vicaria, la persuasione da parte di una fonte autorevole e infine l’apprendimento della gestione degli stati fisiologici legati all’ansia

Con il progresso della tecnologia e la rivoluzione digitale degli ultimi due decenni, l’ICT (Information and Communication Technology) è entrata nella vita quotidiana degli individui, offrendo nuove opportunità negli ambiti più disparati, tra i quali anche la psicologia, che ha visto l’emergere di un nuovo campo di studi: la Tecnologia Positiva.                                  La Tecnologia Positiva, nata dal connubio tra la psicologia (nello specifico la Psicologia Positiva) e la tecnologia, è definibile come un approccio pratico all’uso delle tecnologie avanzate per migliorare la qualità della propria esperienza personale. La tecnologia non è, di per sé, positiva bensì è neutra: a renderla “positiva” è la sua capacità di manipolare la qualità dell’esperienza personale per creare benessere, forza e resilienza. La tecnologia può essere utilizzata per manipolare l’esperienza in tre modi: strutturandola con obiettivi, regole e un sistema di feedback, amplificandola per ottenere esperienze multimodali o sostituendola con un’esperienza artificiale, come la Realtà Virtuale.                                   Le Tecnologie Positive possono agire sull’esperienza personale a tre livelli: edonico (per indurre stati d’animo positivi), eudemonico (per supportare gli individui nel raggiungimento di esperienze appassionanti e auto realizzanti, in particolare flow e autoefficacia) e sociale (promozione delle relazioni interpersonali).

La Tecnologia Positiva rappresenta quindi un interessante approccio cui riferirsi per la progettazione di uno strumento di empowerment per gli adolescenti nel contesto scolastico, ed è in questa cornice teorica che si inserisce il progetto PAS.

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